giovedì 11 agosto 2022

Le nostre convinzioni diventano certezze

 




Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. (Gandhi)

Le credenze sono un ponte tra i valori e la nostra esperienza concreta e hanno un grande potere sulla nostra vita, poiché agiscono come filtri della nostra esperienza, dando significato a ciò che accade. I sistemi di credenze sono, quindi, il fondamento di ogni processo di cambiamento.

È risaputo che se qualcuno crede davvero di poter fare qualcosa, lo farà, e se crede che qualcosa sia impossibile, nessuno sforzo lo convincerà del contrario. Henry Ford una volta disse: "Che tu pensi di farcela o se pensi di non farcela, hai comunque, assolutamente ragione!"

Le convinzioni che professiamo e che ci accompagnano nella vita, diventano per noi certezze dalle quali è difficile separarci e elementi che ci inducono a diversi comportamenti nella quotidianità.

Le credenze sono spesso trasformate in "profezie" che si avverano, plasmando lo stile di una persona.

La credenza viene solitamente creata attraverso la ripetizione continua di una frase o di un concetto. Si dice che una bugia ripetuta mille volte diventi verità. Se ripeti o ascolti la stessa cosa migliaia di volte, diventerà vera per te, purché tu scelga di crederci.

Le nostre convinzioni, positive o negative che siano, sono sempre un'interpretazione soggettiva della realtà. Le credenze informano tutte le aree della nostra vita e possono creare o distruggere la nostra realtà. Loro definiscono il significato dell'azione di una persona che interagisce, definiscono l'identità dell'individuo come un'impronta digitale e lo rendono diverso da qualsiasi altro essere umano sul pianeta.

Prigioni Invisibili, liberati!

Sistemi di credenze - Capitolo 7

domenica 31 luglio 2022

Il mondo che sembra così reale, potrebbe essere un sogno?

 





“Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?". (Morfeo, Matrix)

Generalmente, tutto ciò che non è sotto la nostra percezione diretta semplicemente non esiste. Pertanto, di conseguenza, ha bisogno di materializzarsi, quando necessario, nel momento esatto in cui lo percepiamo.

Il filosofo svedese Nick Bostrom, dell'Università di Oxford, ha firmato un documento dal titolo “Are you living in a Computer Simulation?” (Stai vivendo in una simulazione al computer??), pubblicato su “Philosphical Quarterly” in cui recupera l’antica idea che la realtà in cui viviamo possa essere una specie di illusione o di un sogno collettivo.

Oltre a Platone - e di molti altri antichi riferimenti - in una conferenza del 2016 Elon Musk è tornato sull'argomento affermando che la probabilità che siamo in una simulazione è di una su un miliardo. Tuttavia, questa possibilità minima esiste.

Consideriamo questa piccola eventualità di vivere all'interno di un sogno. Se di notte sogni di essere su un'isola, quando ti sveglierai non continuerai a crederci, che quella bellissima isola esista ancora da qualche parte. Essa, semplicemente scompare. Era solo un'immagine nella tua mente che, apparentemente, hai ricreato mentre lo ritenevi necessario. Allo stesso modo possiamo considerare che, questo mondo che ci sembra così reale, può anche essere solo un'immagine nella nostra mente. Non potrebbe il sogno, forse, essere più reale di quella che chiamiamo la realtà della vita?

Freud riteneva che la funzione dei sogni fosse quella di soddisfare i nostri desideri, e forse non si sbagliava. Uno degli esempi più noti di sogni che si sono manifestati nella realtà è stato quello di Elias Howe che, mentre lavorava al progetto della macchina da cucire nel 1845, ebbe un incubo in cui alcuni cannibali lo trafissero con le loro lance: notò che queste avevano un foro vicino alla punta acuminata e applicò questa idea al suo invento.

Si dice che anche il chimico Friedrich Kekulé sognò un serpente che si mordeva la coda e, svegliandosi, si rese conto che la molecola del benzene era esagonale. Paul McCartney dei Beatles, invece, è stato ispirato da un sogno per la sua hit "Yesterday".

Larry Page, co-fondatore di Alphabet, ha affermato che l'idea di un motore di ricerca e le sue risorse sono nate da un sogno vivido. Ne ha parlato con il suo migliore amico, Sergey Brin, e insieme hanno creato Backrub, il precursore di Google.

Durante un incubo, l'autrice Mary Wollstonecraft Shelley ha visto la scena in cui lo scienziato pazzo ha creato uno zombi. La mattina dopo si mise al lavoro, scrivendo un capolavoro della letteratura horror, “Frankenstein”.

Tuttavia, queste sono solo alcune delle tante risposte alla domanda: Perché sogniamo? Qual è il ruolo dei sogni?

La verità è che il sogno è ancora un grande mistero e né le centinaia di pagine de “L'interpretazione dei sogni”, (Freud), né i numerosi studi che sono stati completati sui sogni, sono stati in grado di rispondere in modo soddisfacente alle domande su di essi. Ogni notte facciamo in media dai 6 ai 10 sogni. Pochi secondi o minuti dopo il risveglio, questi sogni vengono spesso dimenticati. Considerando l'enorme quantità di tempo che trascorriamo in uno stato onirico, il fatto che questa funzione non sia stata ancora compresa è sconcertante. Ma è quasi certo che quel terzo della nostra vita che trascorriamo dormendo non può essere tempo perso.

Deirdre Barret, psicologa dell'Università di Harvard, afferma che "tutte le funzioni degli esseri viventi si evolvono con un unico scopo: generare qualcosa di utile". L'obiettivo della ricercatrice è dimostrare che i sogni non sono un semplice sottoprodotto dello stato REM, tipico del sonno profondo, ma il risultato di una lunga storia evolutiva, che ha dotato gli esseri viventi di questa facoltà per uno scopo preciso.

Nei sogni, possiamo migrare verso universi paralleli – Capitolo 19

giovedì 21 luglio 2022

A Intuição humana é divina mas raramente confiamos nela

 


Mesmo em culturas diferentes, a mensagem unívoca dos Mestres era que existe muito mais para se ver daquilo que vemos dentro da nossa dimensão. Disseram que não devíamos tomar decisões com base no que nos dizem ou vemos, mas com base no que a nossa intuição nos dizia que era a verdade. A intuição é a voz da alma e não mente NUNCA!


Sabemos que todas as ações humanas partem pela motivação da polarização de dois sentimentos profundos: o Amor e o Medo. Esses são os únicos sentimentos que a Alma conhece. As dúvidas e inquietudes nada mais são que aspectos da nossa personalidade intelectualizada, e é o maior motivo que, muitas vezes, nos conduz infalivelmente ao fracasso e à desilusão.

Nesse contexto, os animais são mais “conscientes” que os humanos. Eles sabem disso. Eles não fazem tragédia porque o outro animal morre - nem quando eles próprios devem morrer porque intuitivamente sabem que deixando o corpo, sua parte de energia retorna à fonte. O reino dos animais e vegetais é a mais pura e límpida expressão de Deus, em cada um deles, porque se entregam à sua inteligência interna e confiam 100% nela. Eles “sabem” que são parte da energia de Deus e não duvidam nem se inquietam nunca pela sua sobrevivência porque eles não usam um intelecto programado. Intuitivamente, sabem que tudo é perfeito. O broto não tem dúvida que, no momento certo, se abrirá em flor, assim como o pintinho espera o momento certo para romper a casca do ovo. É o ato consciente e natural da inteligência interna, a inteligência de Deus, dirigida pela Sua vontade, frutificando a Sua ideia e expressando-a na flor e no pintinho.

O pintinho, privo de intelecto, não se pergunta: “Será que vou conseguir furar essa casca e sair daqui? Outros fizeram, mas será que eu posso? Será que eu mereço?". Ou uma flor: “Será que eu mereço me abrir e desabrochar?" Não, não existem dúvidas. O resultado é sempre perfeito porque eles, de forma natural, unificam sua vontade com a de Deus e permitem, sem sequer colocar um ponto de dúvida, que a Sabedoria Divina determine a hora e o ponto de amadurecimento para entrar em ação. E é somente abandonando-se ao impulso da Vontade Divina, que podem entrar em ação para se expressarem em Nova Vida. Que excelência de sabedoria! Por que, então, o ser humano que se coloca no ápice evolutivo da criação, consegue romper a casca da consciência somente à custa de grandes dificuldades e sofrimentos? Porque preferimos usar o intelecto, a mente, a razão – como fomos orientados - no lugar da intuição divina do nosso interior.

Quando começamos a permitir que a percepção se expanda, além dos nossos programas ou crenças limitados, e a acolher a idéia de ter uma mente quântica expandida, isso convida uma conexão com as funções superiores e, consequentemente, maior discernimento, empatia, amor, telepatia e intuição.

Certas escolhas que fazemos, pode ser sugerida pelo ego para acharmos que não são nossas, e sim fruto de um destino impiedoso. Porém, se o destino realmente existe, então ele controla tudo e, portanto, o livre arbítrio não pode existir. Mas a prova de que o livre arbítrio existe, é que podemos fazer escolhas. Logo, não pode haver nenhum destino impiedoso e o destino não pode ser fixo. Quando recuamos e olhamos o destino e o livre arbítrio, a partir de uma perspectiva mais ampla, compreendemos que nada tem que ser absoluto.

O destino é uma influência que vem do nosso plano interior. Há uma pressão que busca, constantemente, o melhor caminho para se revelar em manifestação.

O livre arbítrio escolhe os meios para manifestar este destino de uma maneira que proporcione o objetivo para o qual viemos aqui, nesta vida. A orientação interior está sempre disponível a qualquer pessoa que preste atenção a ela. A intuição é a nossa ligação com a alma, ou o ser interior, que também está ligado ao resto do universo e com todos os níveis da Criação. O uso mais produtivo do livre arbítrio é explorar o nosso verdadeiro potencial nos temas de nossa existência, adquirindo assim a maior experiência possível do plano de vida. Então, o destino é o plano. O livre arbítrio é a ação. A experiência é o resultado.

Liberarmo-nos de muitos programas mentais significa abrir a mente e o coração às maravilhas, ao potencial e a uma compreensão de outros níveis de realidade, apossando-nos de novas informações até então desconhecidas, é seguir a voz do nosso coração e não o que foi programado na mente por fontes externas nem sempre fidedignas.

Do livro “Deus é Quântico e está no DNA. Revelações”   

E-Book: Amazon.br

domenica 17 luglio 2022

A mudança de consciência é como um renascer

 



Somos o subproduto de uma série de crenças e fatores que irão determinar as nossas escolhas com base no que já sabemos, mas muito do que sabemos vem de programações nem sempre qualificadas. Usamos, continuamente, uma linha de raciocínio dura, tridimensional, lógica e conservadora e para sair intencionalmente dessa linearidade e mudar a nossa rigidez mental, é necessário uma transformação da consciência.

Transformar a consciência é despertar de um sono que pode ter durado toda uma vida. Seria como se você estivesse vivendo dentro de uma ilusão e a partir daquele momento, sentisse como se o véu se rasgasse lentamente, passando a ver as coisas que sempre estiveram ali, escondidas. Nesse ponto, você começa a enxergar com clareza os eventos e situações que antes pareciam ser incompreensíveis.

Cada um de nós está em viagem na jornada da vida. É uma viagem no crescimento, evolução da consciência e percepção; uma jornada que nos leva a nos redescobrir e descobrir o nosso poder.

Às vezes, achamos tudo difícil ou lento, às vezes é tão impactante ao ponto de não se acreditar que houve realmente alguma transformação.

A mudança de consciência tem sido freqüentemente comparada à formação do pinto no ovo: até ovazi último segundo, o ovo permanece semelhante a si mesmo, sem qualquer mudança. Só quando o pintinho está totalmente formado, ele faz um buraco na casca com o bico e depois sai.

Algo semelhante acontece quando escolhemos uma mudança de consciência. Sair da comodidade e segurança do ovo que lhe acolheu e protegeu, talvez por toda uma vida, pode ser tanto desconfortante como atordoante. Por muito tempo, você pode ter a impressão de que nada está acontecendo, que a sua consciência está como sempre, que a casca do ovo está intacta e pode até sentir resistência, como se esbarrasse em uma parede que não quer ceder.

Mas quando você estiver pronto interiormente, bastará uma última bicada na casca do Ser, e tudo se abrirá em um leque de brilho. Assim, você será projetado em uma outra consciência, como se uma nova luz clareasse cantos e cavernas, deixando-lhe em perplexidade por nunca a ter notado antes”

A consciência e o vazio primordiaò

Como afirma Hameroff, a consciência é o resultado da interrelação entre a informação quântica e os microtúbulos, armazenada no nível subatômico. Quando ocorre a morte corporal, os microtúbulos não mais retêm o estado quântico – ou a alma - mas aquela informação dispersa permanece viva e retorna à fonte, ao Vazio Primordial ou, se quisermos, se une à Energia Criadora – Deus - a qual pertence. “A alma, portanto, seria parte do Universo-Deus e o que chamamos de morte é simplesmente um retorno a ele. Dessa forma, a expectativa de um reencontro com Deus, já contém em si algum consolo e esperança; aliás, a promessa da morte se torna uma experiência única”. (Margenau)

Na busca perene do sentido de própria existência e das leis fundamentais que regem a natureza. o homem, por milênios, sempre se confrontou com o misterioso conceito de vazio.

É importante saber que embora envelheça o corpo - no qual o Eu consciente fez a sua morada temporária - esse Eu-Existência, ao contrário, mantém a sua lucidez e seu estado inalterado. Seria impensável que tal capitalização se perdesse com a saída do universo material e não se juntasse de algum modo ao Vazio Primordial de onde certamente provém. Se entendêssemos a lógica do vazio quântico, isso poderia nos levar à uma outra avaliação de nossa existência no Universo, permitindo-nos uma melhor qualidade de vida na vivência comum, e nos prepararia para lidar adequadamente com a experiência da morte.

Embora nos consideremos livres-pensadores, não esqueçamos que vivemos frequentemente sujeitos ao plágio e à moral do visível, ignorando a lógica do Vazio que se baseia na harmonia das coisas que podem levar ao bem-estar e ao conhecimento.

A morte não é o contrário da vida. A morte é o contrário do nascimento. A vida não tem contrários.” (Brum)

A Mente Quântica – Cap- 12

(Trechos do livro Prisões Invisíveis . Liberte-se) . Amazon.br e Clube de Autores

lunedì 11 luglio 2022

Não chame “falta de sorte” mas crenças limitantes que bloqueiam o teu sucesso.

 


A chamada crença limitante é um conceito que inspira uma mensagem negativa em nós. São as correntes invisíveis que nos bloqueiam e reduzem o nosso potencial. É uma parte da nossa identidade que procura continuamente estar em segurança.

As crenças são pensamentos que resultam de generalizações ou experiências que, por algum motivo, consideramos válidas. Tais pensamentos se imprimem com persistência dentro de nós, até se transformarem em verdades arraigadas.

O Dr. Wayne Dyer, afirma: “A limiting belief it’s just a thought that you keep thinking”. Ou seja, uma crença limitante é apenas um pensamento que continua. Quando deixamos acumular crenças limitantes, nos tornamos prisioneiros de conceitos que nos influenciam de forma decisiva, limitando a nossa capacidade de realização e expressão. Por outro lado, as chamadas crenças potencializadoras têm o efeito oposto: se você acredita que pode - ou não - executar uma ação, provavelmente assim será.

Somos invadidos por esses pensamentos a todo momento, mas a verdade é que temos crenças dos dois tipos: limitantes e potencializadoras. Isso é natural, mas poucos são os que procuram, com consistência, identificar as crenças daninhas para tentar separar o “joio do trigo”.

Reconhecer as crenças limitantes que nos bloqueiam é doloroso porque tira os filtros e os tijolos sobre os quais construímos a nossa existência. Assim, estamos dispostos a fazer qualquer coisa para confirmar que estamos certos em nossos pensamentos e, melhor seria, transferir a culpa ao destino ou ao próximo. Tudo isso, obviamente, de forma inconsciente. Sempre que não conseguimos certo objetivo, para a maioria de nós é falta de sorte: todas razões ou desculpas são bem aceitas sem ao menos percebermos que elas são, por si mesmas, partes das crenças limitantes que decidimos criar como resultado das nossas experiências anteriores na vida.

Na maioria das vezes, as crenças limitantes atuam como mecanismos de defesa. É o que acontece quando, em um determinado momento da vida, você sofre algum específico episódio desagradável e, toda vez que esse gatilho é acionado em situações semelhantes, o seu subconsciente dá um jeito para tentar bloqueá-lo. Portanto, o que precisamos é criar um sistema de crenças que ajude-nos a ter atitudes otimistas, compassivas e que nos impulsionem para encontrarmos soluções destinadas a construir caminhos de harmonia e sucesso.

A cada dia, o nosso futuro é moldado de acordo com as decisões que tomamos, começando pelas menores. Para tornar-se ciente das crenças limitantes, em qualquer decisão, em qualquer caminho de mudança e crescimento pessoal, a consciência é o primeiro passo

O nosso consciente corresponde a 5-10% de nossa mente, o nosso subconsciente, cerca 85-90%. O subconsciente é a nossa linha de comunicação com o universo e dentro dele temos o que chamamos de sistema de crenças. O sistema de crenças ancorado no inconsciente pode ser responsável por mais de 80% dos resultados que uma pessoa obtêm na vida. A coisa assustadora dessa realidade é que a maioria das pessoas não tem a menor noção dos efeitos disso. Seus comportamentos e ações se tornaram automatizados e elas perdem o controle sobre os mesmos, repetindo suas experiências como padrões cíclicos intermináveis.

Os padrões de comportamento estáveis e rígidos criados se repetirão com o tempo, confirmando a própria visão das coisas. Se você não procurar reorganizar o sistema de crenças, substituindo programas de enfraquecimento por programas de empoderamento, o seu subconsciente tentará a todo custo provar que o programa ativo é confiável e lhe fará escolher, inconscientemente, as situações de vida compatíveis com o próprio programa que queremos evitar.

Porque o que temo me acontece e o que me assusta me alcança.” (Jó 3:25)

Por que é difícil realizar desejos mais complexos? - Cap. 13

domenica 3 luglio 2022

Somos uma Rede Interconexa com coisas, lugares e acontecimentos.

 


Segundo o Princípio da Correlação Quântica, as pessoas estão consciente ou inconscientemente conectadas umas com as outras, podendo ficar também quânticamente correlacionadas com coisas, lugares e acontecimentos.

A razão pela qual as partículas subatômicas permanecem em contato, independentemente da distância que as separa, é pelo fato de que a sua separação é na verdade uma ilusão. Em um nível mais profundo de realidade, essas partículas não são entidades individuais, mas extensões do mesmo organismo fundamental.

Ligações igualmente surpreendentes surgem dentro dos organismos vivos e entre o organismo e seu ambiente: De acordo com o pensamento de grandes psicólogos como Carl Jung, Neumann, Perls, Maslow, as experiências transpessoais vão além da experiência fenomenal comum. Em particular, elas correspondem ao desaparecimento daquele estado de consciência que Jung chama de "a pessoa" e dissolvem as fronteiras aparentes entre o ego e o mundo externo. As conexões transpessoais ligariam, portanto, a consciência dos indivíduos à consciência e ao corpo de outras pessoas, independentemente do tempo e da distância.

Na incompreensível dimensão quântica, não existe tempo nem espaço e, nesse domínio, as coisas podem surgir e desaparecer do nada, podendo estar em mais de um lugar ao mesmo tempo e podendo também interagir com tudo, em diferentes épocas, ao mesmo tempo. Isso não é misticismo nem magia, pois tudo está fundamentado por experimentos e equações, certificados pelos físicos, muitos deles ganhadores do Prêmio Nobel.

Como sublinhou James Jeans, físico e matemático inglês: “Quando nos consideramos no espaço e no tempo, nossas consciências são obviamente como indivíduos separados de uma partícula-imagem, mas quando passamos além do espaço e do tempo, talvez elas possam se tornar ingredientes de um único fluxo contínuo de vida. Como acontece com a luz e a eletricidade, assim também pode ser com a vida; os fenômenos podem ser como indivíduos que levam existências separadas no espaço e no tempo, enquanto, na realidade mais profunda, além do espaço e do tempo, podemos todos ser membros de um único corpo”. Que espetáculo!

Somos todos um. Estar ciente de que tudo é uno e que também somos um com o Todo, não é de fato um conceito fácil de digerir.

A sacralização do cosmos como uma única entidade coerente e integral, é tão antiga quanto a civilização. Em épocas passadas, a conexão e a unidade do mundo eram conhecidas por curandeiros, sacerdotes e xamãs, videntes e sábios, e por todas as pessoas que tiveram a coragem de olhar além de seu nariz, mantendo uma dimensão de abertura para o que veriam.


“Assim, tudo o que há, já havia existido. O que será, já existiu antigamente; Deus pode renovar o que já passou!” (Eclesiastes 3:15)

Vivemos em um Universo Integral, um completo que funciona como um TODO

A ideia da separação entre o indivíduo e a natureza é, portanto, também ilusória. Isso é bem conhecido nas filosofias espirituais que sempre afirmaram que o homem não é um ser isolado, pois está em contato com o Universo por meio das energias sutis que emanam. A nossa vida não está separada das outras. Assim como o Sol se estende através dos seus raio para além de seu corpo físico, o homem, graças às suas emanações, espalha-se no Espaço, se conectando com tudo e o todo, constantemente. Portanto, os corpos físicos, mesmo estando distantes, estão, na realidade, conectados através das suas vibrações.

Einstein afirmou: “Se as abelhas desaparecerem da face da Terra, a humanidade terá apenas mais quatro anos de existência”.

Tudo o que vivemos já existe, desde sempre, além do tempo, e existe em múltiplas versões para que a liberdade do indivíduo seja salvaguardada onde e quando for necessário. O que nos parece passado e futuro, existe de forma idêntica no Presente Eterno.

(...) Pois caminhamos pela fé, e não pela visão.” (2 Coríntios 5:7)

Esse versículo revela que o outro não existe. Só existe você e tudo que há em seu redor é uma criação sua. Todas as coisas são a ótica da sua observação que se materializa por uma decisão subconsciente.

A vida é um processo único, não há eventos separados no Universo. O que há fora de você? Isto é, o que existe fora da realidade? A resposta é que existe apenas você, mas não você entendido como seu ego, seu corpo ou sua mente, e sim como o ego universal, a energia primordial, o absoluto, o espírito, a Vida.

A Vida é uma Imensa Rede Interconexa – Capitolo 8

giovedì 16 giugno 2022

O único obstáculo ao teu sucesso é você mesmo

 




“Suas crenças se tornam os seus pensamentos. Seus pensamentos se tornam as suas palavras. Suas palavras se tornam as suas ações. Suas ações se tornam os seus hábitos. Seus hábitos se tornam os seus valores. Seus valores se tornam o seu destino.” (Gandhi)

As crenças são uma ponte entre os nossos valores e experiências concretas, e têm grande poder sobre as nossas vidas, pois funcionam como filtros de nossas experiências, dando sentido ao que acontece. Os sistemas de crenças são, portanto, a base de qualquer processo de mudança.

É sabido que se alguém realmente acredita que pode fazer algo, o fará. E se, da mesma forma, acredita que algo é impossível, nenhum esforço o convencerá do contrário. Henry Ford disse, certa vez: "Se você pensa que pode ou se pensa que não pode, de qualquer forma você estará absolutamente certo!".

As crenças que professamos e que nos acompanham na vida, tornam-se para nós como certezas das quais é difícil nos separarmos e que nos levam a comportamentos na vida cotidiana. As crenças geralmente são transformadas em "profecias" que se tornam realidade, moldando o estilo de uma pessoa.

Geralmente, a crença se cria através da repetição contínua de uma frase ou de um conceito. Diz-se que uma mentira repetida mil vezes se torna uma verdade. Se você repetir ou ouvir a mesma coisa milhares de vezes, isso se tornará uma verdade para você, contanto que você decida acreditar nela.

As crenças reforçam todas as áreas de nossas vidas e podem criar ou destruir a nossa realidade. Elas definem o sentido da ação de uma pessoa, definem a identidade do indivíduo como uma impressão digital e o tornam diferente de qualquer outro ser humano no planeta.

A partir da crença, uma noção racional do indivíduo, em relação ao mundo e a si mesmo, é construída, e é ela que irá determinar o que é possível ou impossível para ele. Ou o que é verdadeiro ou falso.

As suas crenças têm o poder de criar ou destruir. Determinam o que você é hoje e o que será amanhã. A prática da crença, da fé, da ideologia pode, portanto, estimular, incentivar, impulsionar, mobilizar mas pode, também, escravizar, matar e enlouquecer.

O que precisamos é criar um sistema de crenças que ajude-nos a ter atitudes otimistas, compassivas e que nos impulsionem para encontrarmos soluções destinadas a construir caminhos de harmonia e sucesso.

Crenças que nos limitam - Cap. 7

sabato 11 giugno 2022

Cultive a incerteza. Por trás dela podem se esconder possibilidades infinitas.

 




A incerteza é uma propriedade inerente ao método científico. E apesar de ser um aspecto tão fundamental da ciência, raramente faz parte da nossa existência, naturalmente. Continuamos perseguidores fanáticos das certezas. Não importa se a certeza é boa ou ruim, queremos é ter certeza - e certeza absoluta! Quando somos sacudidos pelas mudanças, parte-se logo para o “onde foi que eu errei?”. Tentamos encontrar explicações, reastreamos as causas, fazemos previsões para garantir que na próxima vez “a certeza esteja certa”. Embora a incerteza seja o habitat natural da vida humana, a esperança de escapar dela é o leitmotiv das nossas atividades.

“A fuga da incerteza é um ingrediente fundamental, ou pelo menos a suposição tácita, de qualquer imagem composta de felicidade”. Além disso, as ideias nascem quando não existem certezas. Nenhuma descoberta teria sido bem sucedida se não partisse das incertezas.

Seguimos na busca insana pelas certezas porque o incerto é sinônimo de desconhecido, e isso é o que o ser humano mais teme. Adoramos a zona de conforto da certeza porque é o espaço onde acreditamos ter sob o nosso controle. Porém, não é raro que com a lucidez da retrospectiva, percebamos que a certeza não passava de uma ilusão.

Para Nietzsche, aquele que habita em um mundo de certezas, do “tudo conforme o planejado” vive em um mundo ilusório. Porque a vida é movimento. O Niilismo propõe, justamente, que negar o fluir natural da vida é negar a própria existência, e convida-nos a amar a vida como ela é: sem maquiagem, sem artifícios, sem certezas.

Devemos aceitar o fato que tanto a incerteza quanto a contradição fazem parte da natureza humana. Só assim poderemos tornar os nossos passos mais leves, menos perturbados por esses companheiros de vida. Nos basta continuar a conviver com isso sem deixar de lutar para poder reduzir ao máximo as nossas contradições e, portanto, as nossas incertezas.

Onde existe incerteza, existe maior abertura à criatividade. Segundo Einstein, “a criatividade é a inteligência se divertindo”. Fomentar o pensamento criativo é potencializar a capacidade de encontrar diferentes soluções para novos desafios. A criatividade começa com a incerteza e à sua proliferação. Se você tem certeza de tudo, onde está o espaço para a criatividade? Se eu sei tudo, então isso é o fim da história, pois quanto mais eu não sei, mais espaço existe para criar.

“A vida é vivida na incerteza, não importa o quanto você tente o contrário. Nenhuma decisão será isenta de riscos e protegida dos falimentos e arrependimentos tardios.” (Zygmunt Bauman)

A Vida é Movimento e Contínua Transformação – Cap. 14
    


martedì 31 maggio 2022

La sonda Explorer 80 lanciata per misurare la radiazione fossile del Big Bang ha trovato un Biglietto da visita di Dio

 


“Calling Card of God” - Biglieto da visita di Dio

Nel giugno 2001, la NASA ha lanciato una sonda nello spazio, in orbita attorno alla Terra. La sonda Explorer 80 mirava a misurare la quantità di radiazione fossile rimasta, emanata dall'immenso calore prodotto dal Big Bang.

Recuperando i dati raccolti dalla sonda, gli scienziati hanno osservato con sorpresa che la temperatura del campo a microonde non era omogenea, ma presentava una serie di minuscole fluttuazioni termiche, con una differenza minima tra loro e sempre di due caratteristiche identiche.

Molti ricercatori hanno subito notato che questo fenomeno inaspettato assomigliava inconfondibilmente al sistema di codice binario utilizzato nella programmazione dei computer. Quindi, è stato creato il "Calling Card Project" per decifrare il codice binario, trovato nella radiazione fossile del Big Bang.

L'idea fantastica che hanno avuto alcuni di questi ricercatori è stata quella di pensare che la mappa delle radiazioni fossili potesse contenere un qualche tipo di messaggio. Il termine è stato addirittura coniato come "Calling Card of God" o "Biglietto da visita di Dio", per definire questo strano fenomeno di manifestazione binaria della radiazione fossile.

Eminenti cosmologi come Andrei Linde della Stanford University e Alan Guth del MIT, creatore della teoria inflazionaria della fisica quantistica, hanno teorizzato in linea di principio che il nostro universo potrebbe essere il risultato di un esperimento di laboratorio da creature altamente evolute.

In un test effettuato dal team dell'Università di Bonn, guidato dal professor Silas Beane, utilizzando la cromodinamica quantistica che spiega le leggi che governano l'universo a livello subatomico, i ricercatori sono riusciti a riprodurre al computer una simulazione in grado di replicare una parte dell'universo, molto piccola ma esatta, delle dimensioni del diametro di un protone.

Questa verifica ha evidenziato l'esistenza di legami di una struttura artificiale dell'universo, attraverso il limite massimo di energia dei protoni che viaggiano in esso. Il team voleva capire se viviamo davvero in un Universo artificiale.

Le conclusioni del team di Bonn, pubblicate da Technology Review, rivista ufficiale prodotta dal MIT, non costituiscono una prova definitiva della natura artificiale del nostro universo, ma aprono a una ricerca sempre più affascinante sulla vera natura del mondo in cui viviamo e della nostra stessa esistenza.

Spesso accettiamo il fenomeno dell'esistenza come un semplice fatto da comprendere. Ma sappiamo davvero dove viviamo?

Gli scienziati di tutto il mondo si stanno ponendo questa domanda: "O Calling Card Project ou Calling Card of God non sarebbe un messaggio lasciato dai "costruttori" dell'universo?"

Diversi team di università americane e giapponesi stanno lavorando per cercare di decifrare il presunto messaggio lasciato nel vasto testo cosmico, scritto in codice binario. Sembra che alcuni ricercatori siano rimasti colpiti dai primi risultati ottenuti. Ma nessuno ha ancora intenzione di parlare ufficialmente.

Stimolati da tutte queste prospettive, possiamo permetterci di guardare con più distacco alle presunte certezze della nostra vita quotidiana e ai valori che abitualmente attribuiamo loro, per trovare una dimensione più concreta e vera che spieghi la nostra presenza nell'universo.

L'Universo simula un computer quantistico - Capitolo 9

domenica 22 maggio 2022

Hackers de Cérebro – você pode se tornar uma pessoa melhor

 


Você se sente uma pessoa mal ou desprezível? Você tem pensamentos de moralidade questionável e seus valores vacilam com muita frequência? Bem, se tiver disposto a melhorar-se, permita que implantem um chip cerebral em você e deixe que corrente elétrica o atraverse ao longo dos neurônios por 10 minutos por dia. Assim você se tornará uma pessoa melhor.

Parece uma piada ou filme de ficção científica dos anos 90, mas é muito mais real do que você imagina.

O ato de hackear o próprio cérebro e o programar para realizar determinadas funções parece estar mais próximos de se tornar realidade do que se pensava. Pesquisadores do MIT afirmam também ter ensinado pessoas a aprender a manipular suas próprias ondas cerebrais para melhorar a atenção em uma determinada tarefa.

"Há muito interesse em usar o neurofeedback para tentar ajudar pessoas com vários distúrbios cerebrais e problemas comportamentais", diz Robert Desimone, diretor do Instituto McGovern de Pesquisa Cerebral do MIT. Publicado na Neuron, o estudo sugere a possibilidade de ensinar as pessoas, principalmente as que têm dificuldades de aprendizagem, a melhorar seu foco através do estado de neurofeedback.

Lateralização do Cérebro

"Parte do argumento é baseado no que é chamado de lateralização do cérebro", diz James J. Hughes, reitor associado da Universidade de Massachusetts em Boston que estuda esse tópico.

A lateralização do cérebro significa aumentar ou rejeitar as atividades cerebrais que desempenham uma determinada função, para influenciar a maneira como pensamos, sentimos e nos comportamos. Pode-se estimular essas partes do cérebro externamente com ondas magnéticas ou até mesmo optar por interfaces cérebro-computador mais invasivas. Um exemplo é a estimulação do nervo vago ou a colocação de eletrodos no cérebro.

Em seu livro Policy, Identity, and Neurotechnology: The Neuroethics of Brain-Computer Interfaces, Hughes mergulhou profundamente neste tema e em seus problemas. Segundo ele, tradicionalmente o homem sempre usou, por exemplo, drogas e remédios para lidar com um determinado tipo de comportamento, mas no futuro essa abordagem pode ter uma mudança tecnológica muito mais complexa e sofisticada.

Depois, há também outro problema: que significa "bom" ou "ruim"? São parâmetros totalmente humanos e relativos, lembra James Giordano, professor de neurologia e neuroética do Centro Médico da Universidade de Georgetown, em Washington. "O que é moralmente 'bom' pode ser a realidade de outra pessoa do que é visto como prejudicial, perturbador e 'ruim'", explica.

Não há um 'circuito moral' ou um 'núcleo moral' que possa ser ativado ou desativado. A moral é uma construção social”.

Ler mentes em breve vai deixar de ser poder de super-herói

Você confia em Elon Musk? Você deixaria que a sua Neuralink lhe implantasse algo?

O projeto da Neuralink é uma interface cérebro-computador, conhecida como BCI, (Brain-computer interface) que pretende fazer leitura cerebral através de um módulo do lado de fora da cabeça, capaz de receber informações a partir de fios embutidos ao cérebro.

A ideia é facilitar a acessibilidade como também as dificuldades no tratamento de doenças neurológicas.

Um cérebro conectado à interface poderia ajudar pessoas com paralisia, por exemplo, a usarem seus smartphones sem precisarem movimentar os dedos.

O futuro deste ponto de vista é muito ativo e o avanço científico viaja rapidamente. E é também um pouco assustador.

Não está claro se a descoberta da equipe de cientistas do MIT se aplica a outros tipos de ondas cerebrais, como as ondas beta, que são relacionadas à doença de Parkinson.

Mesmo assim, o experimento feito parece comprovar um grau até então inédito de controle subconsciente e sobre a mecânica do próprio cérebro humano.

Expandir os limites da mente – Cap. 16

Fonte: https://www.esquire.com/it

martedì 17 maggio 2022

Il Segreto per l’Eterna Giovinezza arriva dal profondo del mare

 



L’essere umano è sempre stato affascinato dall’idea dell’immortalità. Centinaia di teorie sono state formulate nel tentativo di comprendere il fenomeno dell’invecchiamento a livello cellulare e genetico. E mentre eravamo intenti a cercare una soluzione alla morte, un essere immortale ha da sempre regnato insieme a noi, nel blu profondo delle acque del nostro pianeta, che può mettere in discussione quello che si credeva essere un processo irreversibile.

Il segreto dell’eterna giovinezza

Questo segreto attraverso un processo che ringiovanisce, non appartiene agli umani ma appartiene a Turritopsis dohrniiin, la medusa immortale, le cui dimensioni sono di circa 4mm soltanto.

Così come nella trasposizione cinematografica del famoso racconto di Francis Scott Fitzgerald dove il tempo per Benjamin Button non scorre normalmente - nasce già vecchio e nel corso della sua vita ringiovanisce - la medusa Turritopsis dohrniiin è in grado di fare qualcosa di molto simile: riavvolgere il tempo. Può invertire il suo ciclo vitale e tornare “bambina”, il che la rende potenzialmente e biologicamente immortale.

T. dohrnii è un idrozoo, classe a cui appartengono tutte le meduse. Il ciclo vitale degli idrozoi è diverso da quello degli altri animali, infatti possono esistere in due forme, come meduse o come polipi. I polipi hanno un piede che li ancora ad un substrato, ad esempio uno scoglio, crescendo si riproducono per gemmazione: la parte tentacolare superiore si stacca e forma un’ephyra, che crescendo diventerà una medusa. Le meduse adulte producono gameti maschili e femminili che, incrociandosi, formano un uovo fecondato e poi una planula, che si attaccherà a uno scoglio e formerà un nuovo polipo. La particolarità di T. dohrnii è che, invece di morire dopo aver prodotto i gameti, torna ad essere un’ephyra, i tentacoli si riassorbono e da essa si sviluppa una nuova colonia di polipi. Cioè, le sue cellule, si riaggregano tra di loro, non per formare una nuova medusa, ma un nuovo polipo, ed ecco che riparte il ciclo della metamorfosi. Praticamente sarebbe come se incarnasse in un altro corpo di medusa.

Questo processo rigenerativo, che si compie in 36 ore, anche le cellule si rigenerano, tornando a essere cellule embrionali. “Da qui l’importanza per la ricerca sulle staminali per combattere malattie come il Parkinson che hanno origine da una degenerazione di cellule, in cui degli interruttori molecolare al loro interno si bloccano. Basato in questo modello rigenerativo possiamo credere che questi interruttori possono essere riaccesi”, afferma il biologo Stefano Piraino dell’Università di Lecce.

Nell'universo quantistico esistiamo indefinitamente. Capitolo 12

mercoledì 11 maggio 2022

A simples vontade racional não lhe leva à obtenção!

 





Trexos do Livro Prisões Invisíveis; Liberte-se

O pensamento cria! Isso é um fato. A ideia de poder plasmar o nosso destino é extremamente tentadora. Mas na vida real, bastará enfrentar algumas decepções dolorosas para perceber que, apenas através do ato de pensar, as coisas não são tão simples assim.

Você não pode mudar a sua realidade usando simplesmente a vontade racional. O pensamento consciente do que você deseja, o simples imaginá-lo, não é o suficiente para obtê-lo. Pelo menos, até que o seu pensamento esteja alinhado com as suas crenças profundas e o seu estado mental. Seu pensamento deve estar em sintonia com suas profundas convicções.

Imaginar todos os dias a realidade que você quer, será inútil se a sua imaginação não viajar de acordo com a sua vontade inconsciente. Seu inconsciente quer apenas o que acredita ser real e viável.

Os resultados que obtemos, às vezes não correspondem ao que queremos no nível do consciente porque o pensamento afeta apenas uma pequena parte. Quando o pensamento, as convicções profundas e o estado mental estão afinados e todos vão na mesma direção, nada pode impedir que o seu desejo seja realizado. Isso é um fato. É física. Não é uma questão de tamanho ou viabilidade do seu desejo, é apenas uma questão de alinhamento de energias.

Todos nós, com base em experiências anteriores e no que nos ensinaram, carregamos conosco uma bagagem de crenças tão bem estabelecidas que influenciam todos os nossos comportamentos subsequentes.

A força de nossos pensamentos não se limita a atrair para nós o que pensamos ou o que tememos e não queremos. Quando o foco é particularmente forte e carregado de emoções, essa energia atrai a experiência. O que você diz ou o que pensa não é o mais importante nesse processo, são os seus sentimentos reais, seus pensamentos profundos, inconscientes, e as suas vibrações que atrairão o que se apresenta em sua vida. Se os seus sentimentos são diferentes dos seus desejos e emitem uma vibração não correspondente ao que você pensa e diz desejar, essa será a vibração que você enviará ao Universo, independentemente do que você diz ou pensa acreditar que deseja.

Segundo a Teoria da Onda Piloto de Louis de Broglie, “a configuração de nossa mente corresponde a uma configuração do inteiro Universo”.

Se existe um pensamento incoerente com o desejo potencial, aquilo pode perturbar a onda piloto - partículas concretas com posições bem definidas -, e quanto mais coerente for a onda piloto e não for perturbada por contraintenções, mais efetivamente a função de onda entrará em colapso no pensamento potencial específico. Nosso pensamento focado, isto é, desprovido de pensamentos opostos, expectativas e crenças limitantes, moldam a realidade como a imaginamos.


Tudo o que aparece em nossa vida, acontece porque decidimos. Por mais tristes ou irrelevantes que pareçam as alternativas, fomos nós quem escolhemos uma, em vez de outra. Nós somos o resultado das coisas que nos acontecem.

Obstáculos à Obtenção

O atacamento obsessivo ao seu projeto, pode ser um obstáculo à sua realização. No momento em que você deseja fortemente algo, você também precisa saber como separar-se dele, como se não se importasse muito com o resultado. Para obter a manifestação material de um desejo é necessário, sim, separar-se. Pode parecer uma contradição porque quando você quer fortemente algo, você instintivamente se deixa envolver emocionalmente. No momento em que você entra no vínculo do atacamento persistente, você perde literalmente a fé; porque a fé é se abandonar totalmente ao fluir das coisas. É chegar a um ponto em que a ansiedade parece dar lugar a outro sentimento, uma espécie de resignação, uma sensação de “como for, será”.

Praticar o distanciamento emocional não é fácil. No entanto, deixar ir é a única maneira de permitir que as coisas aconteçam e se verifiquem. Porque quando você está muito envolvido em seu desejo, você também desenvolve uma forma de resistência contra a realidade. Algo que impede o fluxo natural das coisas.

O desapego, no entanto, deve ser um ato de convicção sem pretender usar de engano. É quando paramos de lutar contra os eventos que os milagres se manifestam, não durante a luta. Óbvio que demanda treinamento, dedicação e, sobretudo, dar crédito que essa é a forma vencedora. Porque quando você pratica o distanciamento emocional daquilo que você deseja, você traça um episódio de sua experiência pessoal com sua a memória.

Somente cancelando as resistências internas e seguindo o fluxo natural da vida, o que realmente desejamos em nossos corações poderá nos alcançar de maneira fácil e espontânea

Livro Impresso

Livro Digital                  


Effettua la registrazione a PayPal e inizia ad accettare pagamenti tramite carta di credito immediatamente.