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mercoledì 7 gennaio 2009

O Nome faz o Nobel

Se passaram mais de 100 anos desde que Alfred Bernhard Nobel, inventor da dinamite, idealizou o prêmio Nobel e, ainda hoje, não se consegue entender quais os critérios usados na atribuição do ambicioso prêmio. O reconhecimento do Nobel de medicina 2008 a um francês e o da Física a dois japoneses e um americano suscitou dúvidas e perplexidade a muitos “crânios” de todo o mundo. Em particular os cientistas italianos, ficaram revoltados por acharem que o merecedor ao prêmio para a Física seria o Professor Nicola Cabibbo, “o verdadeiro pai da descoberta que, em modo autônomo e pioneirístico, compreendeu o mecanismo do fenômeno da mistura dos quarks, que depois, foi facilmente gerado pelos dois físicos premiados”. Afirma Roberto Petronzio, Presidente do Instituto Nacional de Fisica Nuclear (Infn). No entanto, o prêmio Nobel para a Física 2008 foi dado a: Yoichiro Nambu, Makoto Kobayashi e a Toshihide Maskawa. Tá bom, vamos esquecer todos esses shihide-chiro-yashi-nambu-koto-kava e raciocinar um pouco… serà que, na realidade, não seria exatamente o NOME, aquele critério precípuo a conferir um bom e redondo Nobel? Acho que sim. Depende e muito do nome do tal Fulano. O NOME, com aquele som “merecedor” que acompanha a frase: O Nobel para a… vai para … “è um forte indicador para a entrega do Nobel, impossivel não se notar da importância do seu contributo” – rebatia obstinado Carlo Bernardino, fisico nuclear da Universidade Sapienza di Roma, se referiindo à não escolha do Nobel para o Sr. Nicola Cabibbo. Por via das dúvidas, imaginemos o efeito que faz ouvir a pronúncia de alguns daqueles nomes dos candidatos italianos, tidos como favoritos, colocados após a fatídica frase que decreta o prêmio: Bruno Rossi – raios cósmicos; Bruno Pontecorvo – conversão de um neutron em outros tipos de neutrons; Conversi Pantini Piccioni –que quer dizer pombos - ( não, não estou pedindo a Piccioni (pombo) para abrir uma conversação com Pantini mas se trata do grupo que distinguiu o Méson de Yukawa do Méson mu, isso mesmo. A esse ponto entendemos todos esses palavrões Nobilescos. Continuando, Beppo Occhialini - que quer dizer oclinhos – (julguem voces mesmos se isso è nome pra Nobel) – confirmou a existência do pósitron. “Nenhum desses nomes conseguiu um Nobel”, assim falou Enrico Fermo à revista Panorama – “mas... (logo, tem um “mas”) todos renderam possível o nascimento da Física das partículas elementares”. O fato é que o reconhecimento para a Física foi dado a shihide-chiro-yashi- nambu-koto-kava pela pesquisa deles sobre a Física das partículas. Ok, estamos de acordo, mas… à parte a polêmica dos critérios para o Nobel, o drama è que ainda não se consegue entender nem mesmo sobre a “partícula” Berlusconi (visto a sua estatura mignon), quem foi o idiota que o re-descobriu e o colocou na presidencia do Conselho italiano? Com certeza um Nobel era bem merecido… a meu ver. Nambu, por exemplo, o mereceu particularmente pela sua descoberta do mecanismo da rotura espontânea da simetria na Física sub-atômica; Berlusconi, ao invés, pela descoberta do mecanismo do rompimento de “saco” espontâneo de… deixa pra la… Nambu, além do mais, è considerado um dos pais da teoria das cordas, Berlusconi, além do mais, è considerado o único pai da teoria das cordas (ao pescoço dos italianos). Então, o que significa essa injustiça com os NOMES dos crânios poderosos italianos? “Indubitável que existem pessoas de valor entre os nóbeis, mas, geralmente, o prêmio reflete algo que vai além da relevância do trabalho desenvolvido na decisão que influem muitos outros fatores”, conclue Bruno Coppi (mais um “BRUNO” - bruno quer dizer Moreno - pra melhorar) professor de Física dos plasmas ao Mit de Boston –“. E eu acredito piamente! Com todos esses potenciais crânios, fazendo uma corrente de santo “Bruno” quem pode distinguir who is who? Será possível que entre os gênios italianos não existam loiros, negros ou vermelhos mas deve prevalecer os BRUNOS (morenos) por força? Se tiverem alguma dúvida ainda, prestem atenção ao som que vem destes nomes e me darão razão: O Nobel 2008 para a Medicina vai a Montagnier, junto com Françoise Barré-Sinoussi (não se esqueçam de fazer o biquinho ao pronunciar, ok?) pela descoberta do virus HIV, no lugar do super favorito Robert Gallo que protestou veementemente. (A esse ponto, imagino só a cara, roxa de raiva, da senhora Gallinha, mulher do Nobilissimo Gallo!) Infelizmente, o Nome faz o Nobel, sim senhores! Fazer o que?

martedì 28 ottobre 2008

Premio Nobel – Il Nome fa il Nobel



Ancora questa volta, l'Italia non becca nemmeno un igNobel 2012?

Possibile che in tanti anni di pubblicazioni scientifiche nessuno scienziato italiano si sia mai occupato dei salmoni zombie… o, che ne so… le proprietà fisiche, statistiche e motorie dei capelli raccolti a coda di cavallo? Nemmeno un progetto di ricerca al movimento che il caffè compie dentro una tazza quando si cammina o delle gravi conseguenze del… come dire… colon del paziente esploda, letteralmente? Una cosa inammissibile!!!!!!

Ha meritato IgNobel per la Medicina, i francesi Emmanuel Ben-Soussan e Michel Antonietti con il seguente abstract: "Le esplosioni di gas nel colon, per quanto rare, sono una delle complicazioni iatrogene più spaventose legate alla colonscopia con elettrocauterizzazione. Questa complicazione è il risultato di un accumulo di gas nel colon fino a concentrazioni esplosive”.

Tranquilli. E’ stato peggiore nel 2008

Sono passati più di 100 anni da quando Alfred Bernhard Nobel, inventore della dinamite, ha idealizzato il premio e, ancora oggi, non si capisce quali criteri sono usati per l’attribuzione del’ambito premio.
Il riconoscimento del Nobel per la medicina 2008 a un francese e per la fisica a due giapponesi e un americano ha sollevato dubbi e perplessità ai tanti cervelloni di mezzo mondo.
“Gli scienziati italiani sono in rivolta perché Il premio per la Fisica dovrebbe andare al prof. Nicola Cabibbo, il vero padre della scoperta, che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi, facilmente generalizzato dai due fisici premiati”. Afferma Roberto Petronzio, Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
Eppure, il premio Nobel per la fisica 2008 è andato a: Yoichiro Nambu, a Makoto Kobayashi e a Toshihide Maskawa
Và bene, cioè, male, dimentichiamo tutti questi shihide-chiro-yashi-nambu-koto-kava e ragioniamo un po’… non sarebbe proprio il NOME, il criterio precipuo per meritarselo un Nobel? Secondo me sì. Dipende molto del nome del tizio.
Il NOME, con quello suono meritevole che accompagna la frase: Il Nobel per lavà a…, “è un forte indicatore per la consegna, impossibile non accorgersi dell’importanza del suo contributo” – ribadiva cocciuto Carlo Bernardino, fisico nucleare alla Sapienza di Roma, per la mancanza del Nobel per la Fisica a Nicola Cabibbo.

Per via dei dubbi, immaginiamo che effetto può fare udire la pronuncia di alcuni di quei nomi dei candidati italiani, dati come favoriti, dopo la fatidica frase che decreta il premio: Bruno Rossi – raggi cosmici, Bruno Pontecorvo – conversione di un neutrino in altri tipi di neutrini; Conversi Pantini Piccioni (no, non chiedo ai Piccioni di aprire una conversazione con i Pantini ma se tratta del gruppo che distinse il mesone di Yukawa dal mesone mu, proprio così. Oramai, capiamo tutte queste “parolacce da Nobel”.
Continuando, Beppo Occhialini (giudicati voi si questo è nome da Nobel) – confermò l’esistenza del positrone. Nessuno di questi nomi ha vinto il Nobel” come disse Enrico Fermo a Panorama – “ma… (c’è, dunque, un ma) tutti resero possibile la nascita della fisica delle particelle elementari”.
Già, di nuovo questa storia delle particelle, si può capire, dunque, l’altro motivo per cui i nostri cervelloni non hanno ottenuto il premio. Sapete la storia delle particelle che ha fatto arrabbiare Berlusconi, vero? Per chi ancora non conosce sarebbe meglio aggiornarsi qui.
Bene, fatto sta che il riconoscimento per la Fisica è stato assegnato a shihide-chiro-yashi- nambu-koto-kava per le loro ricerche sulla fisica delle particelle. Ok, siamo d’accordo, ma…a parte la polemica dei criteri, ancora non si capisce nemmeno sulla particella Berlusconi, chi lo ha ri-cercato? Sicuramente, un Nobel se lo meritava, secondo me.

Nambu, in particolare, per la scoperta del meccanismo di rottura spontanea della simmetria nella fisica subatomicaBerlusconi, invece, per la scoperta del meccanismo della rottura spontanea di… lasciamo perdere. Nambu è, inoltre, considerato uno dei padri della teoria delle stringhe, Berlusconi è, inoltre, considerato uno dei padri della teoria delle stringhe (al collo degli italiani). Cos’è, allora, questa ingiustizia con i NOMI delle menti potenti italiane!
Indubbio che ci siano persone di valore tra i nobel, ma spesso il premio riflette qualcosa che va oltre la rilevanza del lavoro svolto – afferma Bruno Coppi (un altro Bruno, tanto per cambiare) professore di fisica dei plasmi al Mit di Bostonsulla decisione influiscono molti altri fattori Conclude. Ci credo! Con tanti di uomini (perché le donne sono troppo belle per il Nobel) che fanno una catena di “BRUNO” come si può distinguere who is who? Possibile che tra i nostri geni non ci siano biondi, neri o rossi (purché non sia Bruno e Rossi allo stesso tempo)?

Se avete ancora dei dubbi, attenti al suono di questi nomi, e mi crederesti: Il Nobel 2008 per la Medicina a Montagnier insieme con (infine una donna) Françoise Barré-Sinoussi (non dimenticare di fare il beccuccio nel pronunciare, mi raccomando!) per la scoperta del virus HIV, al posto del favorito Robert Gallo che glielo aveva contestato. (Chi sa come è arrabbiata la signora Gallina!).
Purtroppo, il Nome fa il Nobel! Sì signori!