
Cientistas param a luz - Português
Fermate il Tempo… O perderemmo il lume (della ragione)!
Due diversi gruppi di scienziati associati all’università di Harvard sono riusciti a rallentare la luce, che viaggia nel vuoto a una velocità di 300.000 km/secondo, fino all’arresto totale, tenendola in sospeso in questa condizione, per poi lasciarla libera di proseguire il suo normale percorso. (Maledettamente!)
La luce - considerata la più veloce forma di energia dell’universo – per la prima volta s’è lasciata fermare e, temporaneamente, è rimasta in stand-by. (Poverina!)
Scienziati dell’Istituto di ricerca Nec di Princeton, New Jersey, per la prima volta nella storia, sono riusciti a far viaggiare un impulso luminoso a una velocità molte volte superiore a quella della luce. Prima, gli scienziati avevano drasticamente affermato che nulla dotato di massa può superare la velocità della luce. La velocità della luce, quindi, era una delle più incrollabili certezze dell’universo. Ora, un esperimento è indirizzato ad alterarne radicalmente questo valore. (Meno male!)
Lo esperimento di rallentamento della luce ha richiesto periodi di lavoro di 27 ore senza interruzioni. L’obiettivo era quello di ridurre drasticamente la velocità della luce. I primi segni di rallentamento degli impulsi luminosi si sono manifestati nel marzo 1998. Nel mese di Luglio, avevano portato la luce alla velocità di un aereo di linea. Nel mese successivo, arrivati a un record di 60 chilometri l’ora, solo allora, gli scienziati hanno deciso che era arrivato il momento di pubblicare i risultati. L’anno scorso, finalmente, sono riusciti a portare il loro lavoro alla stupefacente conclusione: hanno fermato completamente un impulso luminoso all’interno di una minuscola nube di gas raffreddato, vicino allo zero assoluto.
Questi esperimenti segnano l’apice di una nuova era nella storia umana. La luce lenta, o congelata, spalanca anche nuove possibilità per le comunicazioni e le memorie ottiche, nonché per l’elaborazione dell’informazione quantistica, ovvero per computer che sfruttino i fenomeni quantistici per polverizzare le prestazioni dei computer tradizionali.
Se comincia, quindi, a organizzare la vita alla velocità della luce. Viviamo sempre di più in una cultura dei nanosecondi. Siamo arrivati, signore e signori, alla rivoluzione dell’era dell’informazione e delle telecomunicazioni, velocizzando così tanto l’attività umana al punto di domandarci: possibile che queste stesse meraviglie tecnologiche che ci hanno promesso che l’accesso istantaneo al mondo del cyberspazio, che avrebbero alleviato i nostri impegni, avrebbero messo moooolto più tempo a nostra disposizione, stiano, in realtà, intrappolandoci in una rete di collegamenti in continua accelerazione e, invece di liberi stiamo diventando schiavi?
Bene, cioè, male. Non solo è cambiato la teoria incrollabile della velocità della luce, ma pure i parametri di una nuova frontiera temporale. L’espressione più cool del momento è 24/7, ovvero sia, attività ininterrotta, 24 ore su 24 su 7 giorni: e-mail, Pc, posta vocale, fax, Palm pilot, cellulari, mercati operativi 24 ore al giorno, bancomat e servizi bancari on line funzionano ininterrottamente, servizi di ricerca e commercio elettronico attivi tutta la notte, news e programmi tv, pure servizi di catering non-stop.
Tutte queste facilità e dispositivi dovrebbero permetterci di più tempo per noi stessi, eppure, sembra che più di qualunque altro essere umano nella storia dell’umanità, siamo noi, quelli che stanno sempre correndo dietro al tempo. Come mai? La grande proliferazione di servizi che permettono di risparmiare tempo e lavoro, ha fatto sì che il ritmo e il flusso dell’attività commerciale e sociale che ci circondano, conseguentemente se velocizzassero. Certo che l’email e il cellulare sono delle belle invenzioni e di grande comodità, però, ora ci troviamo a passare gran parte delle nostre giornate a rispondere, inoltrare e cestinare le infinità di messaggi che ci cascano addosso. Pensate che nemmeno sul Water di una toilette pubblica possiamo essere irreperibili. Nostalgia dei vecchi tempi... quando ci si poteva aggiornare leggendo le ultime notizie sui giornali, proprio in quei momenti lì! Mannaggia!!
Oggi ci troviamo immersi in un mondo temporale interdipendente molto più complesso, fatto di reti di attività e rapporti umani in perenne trasformazione: un mondo in cui ogni minuto disponibile diventa un’opportunità per fare un altro collegamento per non arretrarci con le nuove informazioni globali.
Altro che crisi di petrolio, crisi dell’acqua e crisi dela borsa. Adesso, in una cultura dove non si fa altro che cliccare, sta già arrivando la “crisi della rabbia”. Con questa cultura ad altissima velocità, stanno già emergendo nuovi schemi comportamentali antisociali, derivanti dallo stress e dal sovraccarico d'informazioni, con gravi implicazioni. Termini come “rabbia da scrivania”, “rabbia da strada” e “rabbia d’alta quota” sono entrati a far parte del nostro lessico comune e sono sempre più persone che si sentono incapaci di affrontare il ritmo e il flusso dell’attività umana resa possibile dalle nuove tecnologie, a una velocità luciferina, e sono in tanti a manifestare il proprio stress con violente reazioni in ufficio, in automobile e persino in aereo.
Quello che vorrei sapere, gentili e saggi scienziati, con questo esperimento di rallentamento della luce o, addirittura, fermandola completamente “all’interno di una nube di gas raffreddato, vicino allo zero assoluto” non è che disporresti anche dei mezzi per fermare tutte le famigerate bollette in continuo aumento (non solo della luce ma del gas, del telefono, dell’acqua…), metterle tutte in una nube di gas raffreddato e lasciarle lì, per sempre, vicine allo zero assoluto? Vi saremmo eternamente grati!
La luce - considerata la più veloce forma di energia dell’universo – per la prima volta s’è lasciata fermare e, temporaneamente, è rimasta in stand-by. (Poverina!)
Scienziati dell’Istituto di ricerca Nec di Princeton, New Jersey, per la prima volta nella storia, sono riusciti a far viaggiare un impulso luminoso a una velocità molte volte superiore a quella della luce. Prima, gli scienziati avevano drasticamente affermato che nulla dotato di massa può superare la velocità della luce. La velocità della luce, quindi, era una delle più incrollabili certezze dell’universo. Ora, un esperimento è indirizzato ad alterarne radicalmente questo valore. (Meno male!)
Lo esperimento di rallentamento della luce ha richiesto periodi di lavoro di 27 ore senza interruzioni. L’obiettivo era quello di ridurre drasticamente la velocità della luce. I primi segni di rallentamento degli impulsi luminosi si sono manifestati nel marzo 1998. Nel mese di Luglio, avevano portato la luce alla velocità di un aereo di linea. Nel mese successivo, arrivati a un record di 60 chilometri l’ora, solo allora, gli scienziati hanno deciso che era arrivato il momento di pubblicare i risultati. L’anno scorso, finalmente, sono riusciti a portare il loro lavoro alla stupefacente conclusione: hanno fermato completamente un impulso luminoso all’interno di una minuscola nube di gas raffreddato, vicino allo zero assoluto.
Questi esperimenti segnano l’apice di una nuova era nella storia umana. La luce lenta, o congelata, spalanca anche nuove possibilità per le comunicazioni e le memorie ottiche, nonché per l’elaborazione dell’informazione quantistica, ovvero per computer che sfruttino i fenomeni quantistici per polverizzare le prestazioni dei computer tradizionali.
Se comincia, quindi, a organizzare la vita alla velocità della luce. Viviamo sempre di più in una cultura dei nanosecondi. Siamo arrivati, signore e signori, alla rivoluzione dell’era dell’informazione e delle telecomunicazioni, velocizzando così tanto l’attività umana al punto di domandarci: possibile che queste stesse meraviglie tecnologiche che ci hanno promesso che l’accesso istantaneo al mondo del cyberspazio, che avrebbero alleviato i nostri impegni, avrebbero messo moooolto più tempo a nostra disposizione, stiano, in realtà, intrappolandoci in una rete di collegamenti in continua accelerazione e, invece di liberi stiamo diventando schiavi?
Bene, cioè, male. Non solo è cambiato la teoria incrollabile della velocità della luce, ma pure i parametri di una nuova frontiera temporale. L’espressione più cool del momento è 24/7, ovvero sia, attività ininterrotta, 24 ore su 24 su 7 giorni: e-mail, Pc, posta vocale, fax, Palm pilot, cellulari, mercati operativi 24 ore al giorno, bancomat e servizi bancari on line funzionano ininterrottamente, servizi di ricerca e commercio elettronico attivi tutta la notte, news e programmi tv, pure servizi di catering non-stop.
Tutte queste facilità e dispositivi dovrebbero permetterci di più tempo per noi stessi, eppure, sembra che più di qualunque altro essere umano nella storia dell’umanità, siamo noi, quelli che stanno sempre correndo dietro al tempo. Come mai? La grande proliferazione di servizi che permettono di risparmiare tempo e lavoro, ha fatto sì che il ritmo e il flusso dell’attività commerciale e sociale che ci circondano, conseguentemente se velocizzassero. Certo che l’email e il cellulare sono delle belle invenzioni e di grande comodità, però, ora ci troviamo a passare gran parte delle nostre giornate a rispondere, inoltrare e cestinare le infinità di messaggi che ci cascano addosso. Pensate che nemmeno sul Water di una toilette pubblica possiamo essere irreperibili. Nostalgia dei vecchi tempi... quando ci si poteva aggiornare leggendo le ultime notizie sui giornali, proprio in quei momenti lì! Mannaggia!!
Oggi ci troviamo immersi in un mondo temporale interdipendente molto più complesso, fatto di reti di attività e rapporti umani in perenne trasformazione: un mondo in cui ogni minuto disponibile diventa un’opportunità per fare un altro collegamento per non arretrarci con le nuove informazioni globali.
Altro che crisi di petrolio, crisi dell’acqua e crisi dela borsa. Adesso, in una cultura dove non si fa altro che cliccare, sta già arrivando la “crisi della rabbia”. Con questa cultura ad altissima velocità, stanno già emergendo nuovi schemi comportamentali antisociali, derivanti dallo stress e dal sovraccarico d'informazioni, con gravi implicazioni. Termini come “rabbia da scrivania”, “rabbia da strada” e “rabbia d’alta quota” sono entrati a far parte del nostro lessico comune e sono sempre più persone che si sentono incapaci di affrontare il ritmo e il flusso dell’attività umana resa possibile dalle nuove tecnologie, a una velocità luciferina, e sono in tanti a manifestare il proprio stress con violente reazioni in ufficio, in automobile e persino in aereo.
Quello che vorrei sapere, gentili e saggi scienziati, con questo esperimento di rallentamento della luce o, addirittura, fermandola completamente “all’interno di una nube di gas raffreddato, vicino allo zero assoluto” non è che disporresti anche dei mezzi per fermare tutte le famigerate bollette in continuo aumento (non solo della luce ma del gas, del telefono, dell’acqua…), metterle tutte in una nube di gas raffreddato e lasciarle lì, per sempre, vicine allo zero assoluto? Vi saremmo eternamente grati!
Fonte: Panorama



















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